Nella finestra di scansione di oggi il dibattito su Venice.ai si concentra su una domanda semplice e scomoda: quanto del valore del prodotto arriva al token VVV, e quanto resta altrove. Le risposte che circolano su X sono in gran parte opinioni; i numeri, pero’, esistono, e vale la pena metterli in fila.

Un token da 1,3 miliardi di dollari

Il post piu’ letto della giornata sostiene che VVV offre la migliore esposizione crypto alla crescita dell’AI, anche fuori dal perimetro delle criptovalute. Un altro utente quantifica: circa 1,3 miliardi di capitalizzazione, nessuna equity legata al token, circa tre milioni di utenti e meno di dieci milioni di dollari di buyback annui. La capitalizzazione regge al confronto con le fonti di mercato: CoinGecko indica 1,306 miliardi di dollari e un prezzo intorno ai 27 dollari, in linea con i dati ufficiali della piattaforma. Il dato sui tre milioni di utenti, invece, non trova conferma indipendente e va trattato come dichiarazione.

Emissioni tagliate, burn programmatici

La parte verificabile della tokenomics e’ piu’ solida. Venice ha ridotto le emissioni da tre a due milioni di VVV l’anno, in due tagli da 500.000 token il 1 settembre e il 1 ottobre. Dal 17 luglio 2026, cinque dollari ogni cento di crediti API acquistati finanziano un buyback con burn automatico; a questo si aggiungono i burn legati agli abbonamenti e il riacquisto mensile attivo dal dicembre 2025. Nella pagina ufficiale del token risultano oltre 33 milioni di VVV bruciati dall’inizio, il 41,8 per cento dell’offerta iniziale. Resta pero’ il punto segnalato da un’analisi di mercato: storicamente i buyback hanno corso dietro alla diluizione, e il totale cumulato dei rientri nel 2026 si fermerebbe a poche centinaia di migliaia di dollari.

DIEM, la domanda che resta aperta

DIEM e’ il pezzo piu’ originale dell’ecosistema: un DIEM vale un dollaro di credito AI al giorno, per sempre, e si conia solo bloccando VVV in staking. Il prezzo di mercato del token viaggia intorno ai duemila dollari, per una capitalizzazione di circa 74 milioni. Qui si concentra anche la critica piu’ dura della giornata: secondo un account, il fondatore starebbe perdendo soldi con DIEM, ridotto a stunt di marketing a fondo perduto. E’ una valutazione, non un fatto verificabile. La domanda vera l’ha posta un altro utente: come arriva il valore al token invece che all’equity? Venice non ha risposto pubblicamente, e finche’ non lo fara’ quella domanda restera’ aperta.

Conclusione

VVV e’ un caso interessante perche’ non nasconde il meccanismo: brucia token con i ricavi, riduce le emissioni e lega i crediti di inferenza a un secondo token. Il problema non e’ l’assenza di ingegneria finanziaria, e’ la scala. Un burn cumulato di poche centinaia di migliaia di dollari contro una capitalizzazione di 1,3 miliardi racconta un sistema ancora giovane; la scommessa e’ che la domanda di inferenza cresca piu’ in fretta dell’offerta di token.


Fonti verificate: venice.ai/token, pagina ufficiale VVV e DIEM (30/09/2026); Venice AI Blog, “Tokenomics Update: Credit Burns and a Higher DIEM Supply Target” (consultato 30/09/2026); CoinGecko, Venice Token (VVV) (30/09/2026); KuCoin News, “Venice’s VVV Surges on NEAR Integration, But Can Buybacks Outpace Emissions” (consultato 30/09/2026); post X di @TrustlessState, @Pax_Onchain, @0xSunRun e @Leaf0Q1 del 29-30/09/2026 (report interno della pipeline).