Bitcoin, la domanda c’è ma passa da un solo sportello
La Svizzera approva il primo ETF retail sul Bitcoin, gli ETF Usa incassano 527 milioni e la Francia tassa gli swap in stablecoin.
Chi guarda solo il prezzo vede un mercato fermo: Bitcoin viaggia intorno agli 82.700 dollari, poco sotto il massimo intraday di 83.124 toccato il 20 ottobre. Chi guarda le infrastrutture vede tre pezzi grossi muoversi nella stessa settimana.
La Svizzera apre, con una deroga
Il 20 ottobre la FINMA ha approvato il primo fondo retail svizzero che investe direttamente in Bitcoin, classificato come «altro fondo per investimenti alternativi» con rischio specifico. Per renderlo possibile l’autorità ha concesso una deroga alle regole di diversificazione, motivata con la lunga storia di trading del Bitcoin e con volumi molto superiori alle altre cripto.
Due dettagli contano. La FINMA non ha indicato né il fondo né l’emittente, e non ha dato una data di lancio. E non si tratta di un ETP — prodotti del genere sono quotati in Svizzera da anni — ma di un fondo con status di fondo, sottoposto alla legge svizzera: la banca depositaria custodisce i Bitcoin e può delegare solo a un custode con vigilanza equivalente e protezione fallimentare.
I 527 milioni che vengono da un fondo solo
Il 19 ottobre gli ETF spot statunitensi hanno incassato 526,7 milioni netti, il dato migliore dal 22 settembre, quando erano stati 714,7. Ma il dato viene da un solo fondo: secondo Farside, iShares Bitcoin Trust di BlackRock ha raccolto 665,2 milioni, mentre Fidelity ha perso 83,6 e Grayscale 54,9.
Un record in un solo prodotto non è domanda diffusa: a fine giornata gli ETF restavano negativi di circa 88 milioni da inizio ottobre.
Strive: 630 milioni, nessun mandato
Sul Nasdaq è sbarcato il titolo SATS di Strive: azioni privilegiate perpetue di serie A con dividendo annuo del 15 per cento, sette milioni di titoli a 90 dollari, per 630 milioni lordi e circa 608 netti. Il comunicato lascia aperta la destinazione: proventi per «finalità societarie generali, incluse l’acquisizione di bitcoin e prodotti correlati». Nessun impegno a convertirli tutti in Bitcoin.
Strive detiene 36.818 BTC; a 82.500 dollari, i proventi netti ne comprerebbero circa 7.370. Il dividendo pieno vale 105 milioni l’anno: più una raccolta a debito che una scommessa sul rialzo.
Parigi tassa l’uscita verso le stablecoin
Il 16 ottobre l’Assemblea nazionale ha adottato, con 38 voti contro 37 e 25 astensioni, l’emendamento I-3898 al bilancio 2027. Dal 1° gennaio 2027 la conversione di cripto in token di moneta elettronica conformi MiCA diventa un evento imponibile, all’aliquota forfettaria del 31,4 per cento. USDT resta fuori, perché privo di autorizzazione MiCA: la misura colpisce di fatto USDC ed EURC.
Non è legge: mancano il voto sulla sezione entrate e quello finale, atteso per il 17 novembre. E l’exit tax sopra gli 800.000 euro non è dentro questo emendamento, ma in uno separato ancora in discussione.
Il filo che unisce queste notizie non è il rialzo. È che le regole cambiano forma prima dei prezzi: un fondo approvato ma senza nome, un afflusso guidato da un solo prodotto, una raccolta senza destinazione vincolata, una tassa che sposta il momento in cui il guadagno diventa tassabile.
Fonti verificate: FINMA, comunicato «FINMA approves Switzerland’s first Bitcoin ETF», 20/10/2026; CoinDesk e CoinMarketCap Academy sulla stessa approvazione, 20/10/2026; finews, «Finma Approves First Swiss Bitcoin ETF», 20/10/2026; Farside Investors via Cointelegraph, «US Bitcoin ETFs draw $527M in biggest showing since September», 20/10/2026; Yahoo Finance/BeInCrypto, «Bitcoin ETFs Pull $526.6 Million», 20/10/2026; CoinMarketCap Academy e BitcoinTreasuries.net su Strive SATS, 15-20/10/2026; CoinDesk, «France’s parliament approves vote to hit crypto-to-stablecoin trades with 31% levy», 20/10/2026; Yahoo Finance, «French Lawmakers Back Stablecoin Swap Tax by Just One Vote», 20/10/2026; Euronews sull’exit tax a 800.000 euro, 12/10/2026; MetaMask e Paybis per il prezzo BTC, 21/10/2026. Discrepanze annotate: l’exit tax non fa parte dell’emendamento I-3898; Strive non ha vincolato i proventi all’acquisto di Bitcoin; il dato di afflusso è del 19 ottobre, non del 20.
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