Bitcoin regge sopra gli 84.000 dollari mentre l’Europa stringe i cordoni
Bitcoin tiene gli 84.000 dollari nonostante 681 milioni di deflussi dagli ETF, mentre ESMA e la Francia serrano le regole sui stablecoin.
Il lunedì si apre con un segnale di tenuta. Bitcoin torna sopra gli 84.000 dollari e mantiene i guadagni del fine settimana, mentre il petrolio arretra. Eppure la settimana precedente gli ETF spot quotati negli Stati Uniti avevano registrato 681 milioni di dollari di deflussi, il valore più alto da giugno. Il mercato, per ora, sceglie di guardare altrove.
Il mercato ignora i deflussi
La resilienza è il dato più interessante della giornata. Nonostante i deflussi degli ETF, i principali asset digitali avanzano: nove dei dieci maggiori per capitalizzazione sono in rialzo nelle ultime 24 ore. Gli analisti indicano negli 82.000 dollari il supporto chiave da difendere e nel dato sull’inflazione americana del 14 ottobre il prossimo catalizzatore. La lettura è che la liquidità si stia spostando, ma non stia uscendo: gli investitori cercano altrove, non scappano. Il grosso dei deflussi si è concentrato il 7 e l'8 ottobre, con un movimento di ribilanciamento più che di fuga.
ESMA: tre mesi per uscire dai stablecoin non conformi
Sul piano regolatorio, l'8 ottobre l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati ha pubblicato un’opinion di supervisione: i fornitori autorizzati sotto MiCA devono cessare i servizi legati a stablecoin non conformi al regolamento, e le autorità nazionali devono bonificare le esposizioni residue entro tre mesi, cioè entro l'8 gennaio 2027. Non è un divieto generale di circolazione, ma un obbligo operativo che tocca direttamente token come USDT. Secondo Circle, solo 3 delle 30 stablecoin più capitalizzate rispettano MiCA: USDC, USDG ed EURC.
Francia e CFTC: regole in cantiere
La Francia muove su due fronti: il disegno di legge di bilancio 2027 prevede una tassa sugli swap crypto verso stablecoin dal 1° gennaio 2027 e un obbligo di segnalazione per i wallet di valore pari o superiore a 112.000 dollari. Va detto che la commissione Finanze ha poi respinto l’intera sezione fiscale del testo, quindi le misure dovranno essere riapprovate in aula: non sono ancora legge. Negli Stati Uniti, l’ex presidente ad interim della CFTC Caroline Pham sostiene che l’agenzia possa regolare quasi tutto tranne “cipolle e biglietti del cinema”, senza bisogno di una nuova legge del Congresso.
Sicurezza e accumulo
Sul fronte tecnico, RippleX ha rivelato che un bug presente dal 2015 nell’XRP Ledger avrebbe potuto creare XRP oltre il limite di 100 miliardi; nessuno sfruttamento è stato rilevato e la patch è arrivata il 25 settembre, saltando per la prima volta in oltre dieci anni il normale processo di voto dei validatori. Intanto El Salvador ha portato la sua riserva a circa 7.801 bitcoin, alimentata — secondo il governo e l’IMF — da donazioni private e non da fondi pubblici.
Conclusione
La crypto vive oggi due tempi: un mercato che assorbe i deflussi e regge, e una regolamentazione che avanza a colpi di scadenze e obblighi. La domanda non è più se le regole arriveranno, ma quanto costerà adattarsi senza perdere l’accesso.
Fonti verificate: coindesk.com, “Bitcoin shrugs off ETF outflows to trade above $84,000 as oil falls” (12 ottobre 2026); tokenpost.com, gate.com e bitfinex.com sui flussi ETF del 7-8 ottobre (8-9 ottobre 2026); esma.europa.eu opinion e coindesk.com, coinmarketcap.com, lcx.com sulla scadenza dell'8 gennaio 2027 (8 ottobre 2026); cointelegraph.com, coinmarketcap.com e coincentral.com sulla Francia (12 ottobre 2026); theblock.co e tradingview.com su Pham e la CFTC (12 ottobre 2026); cointelegraph.com, cryptoslate.com e coindesk.com sul bug dell’XRP Ledger e la patch 3.4.1 (9-10 ottobre 2026); riotimesonline.com e tokenpost.com su El Salvador (9-11 ottobre 2026). Nota di discrepanza: il conteggio dei deflussi ETF settimanali varia tra 600 e 681 milioni a seconda della fonte e della finestra; il dato del report (oltre 600 milioni) resta corretto.
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