Ci sono giornate in cui il prezzo di Bitcoin non racconta l’innovazione ma la macroeconomia, e altre in cui accade il contrario. Il 2 ottobre sono successe entrambe le cose insieme: il mercato ha reagito a un dato del lavoro americano molto debole, mentre sul piano infrastrutturale e regolatorio si muovevano tre tessere destinate a contare più di una singola seduta.

Il numero che ha mosso il mercato

Il report occupazionale di settembre ha mostrato solo 29.000 nuovi posti di lavoro non agricoli, contro i circa 90.000 attesi, con il tasso di disoccupazione salito al 4,2%. È uno dei dati più deboli del ciclo: la media dei dodici mesi precedenti era di 45.000 posti, e le revisioni hanno tolto altri 60.000 posti a luglio e agosto messi insieme. Bitcoin, che già saliva prima della pubblicazione, si è mantenuto sopra gli 86.000 dollari, con un rialzo nell’ordine del 2-3% nelle 24 ore. La lettura più diffusa è semplice: un mercato del lavoro che si incrina spinge la Fed verso una pausa o un taglio, non verso un nuovo rialzo dei tassi. Attenzione, però, a non confondere causa ed effetto — parte del movimento era già in corso prima del dato.

USDT torna su Bitcoin

La notizia strutturale della giornata riguarda la stablecoin più diffusa al mondo. USDT, nata su Bitcoin nel 2014 e poi migrata su Ethereum e Tron, sta tornando sulla rete originale entro ottobre, attraverso Utexo, startup sostenuta da Tether con un round seed da 7,5 milioni di dollari. L’infrastruttura combina il protocollo RGB e la rete Lightning: trasferimenti privati, scambi diretti BTC-USDT e prestiti garantiti da Bitcoin, con la maggior parte dei dettagli transazionale fuori dal registro pubblico. Il CEO di Tether, Paolo Ardoino, ha riassunto la mossa con un’espressione efficace: USDT “is coming home”. Il successo, però, dipenderà dall’adozione di wallet ed exchange: fino ad allora la stablecoin su Bitcoin non ha dove viaggiare.

Le regole accelerano

Sul fronte normativo la giornata è densa. Il 1° ottobre la SEC ha proposto un quadro di custodia per consulenti e fondi regolamentati, consentendo in certi casi l’autocustodia e riconoscendo le trust company statali come custodi. Il commento pubblico resta aperto 60 giorni. Sullo sfondo, SEC e CFTC continuano a lavorare su regole congiunte dopo lo stallo del CLARITY Act in Senato. In Europa, Circle ha inviato alla Commissione una lettera per rivedere MiCA: chiede di eliminare l’obbligo di tenere il 30-60% delle riserve in depositi bancari, sostituendolo con requisiti di liquidità più flessibili. Il suo policy director nota che solo 3 delle 30 maggiori stablecoin al mondo — USDC, USDG ed EURC — risultano conformi a MiCA: un argomento forte, ma anche la posizione di chi ha interesse a cambiare le regole.

Mercato euforico, infrastruttura che si sposta, regole che cercano di rincorrere. Tre storie diverse, un’unica domanda di fondo: quanto del valore di Bitcoin dipende dalla sua tecnologia e quanto, invece, dal ciclo del credito americano.


Fonti verificate: TFTC, “September Jobs Report: 29K Miss Sends Bitcoin to $86K” (2026-10-02, con riferimento al comunicato BLS USDL-26-1549); crypto.news (2026-10-02); Coingape (2026-10-02); BeInCrypto, “USDT Is Returning to Bitcoin After 10 Years” (2026-10-02); AltcoinBuzz (2026-10-02); TradingView / Crypto Briefing (2026-10-02); SEC, comunicato 2026-100 (2026-10-01); The Block (2026-10-01); CryptoSlate (2026-10-02); Bitcoin Foundation (2026-10-01); Circle, risposta alla consultazione MiCA (2026-10-01). Tutte consultate il 2026-10-02.