Cinque milioni di persone, un modello che pensa in parallelo: la settimana di Venice
Venice annuncia 5 milioni di utenti e porta Mercury 3 e altri due modelli; il token, intanto, racconta un’altra storia.
Il numero è tondo e arriva dall’account ufficiale: cinque milioni di utenti, annunciati il 19 ottobre. È una soglia da prendere sul serio, con l’avvertenza che vale per ogni metrica dell’azienda: dichiarata, non certificata. Una conferma indiretta è nel comunicato del Lumara Film Festival, presentato da MoonPay e Venice, che descrive la piattaforma come “usata da 5 milioni di utenti”. A luglio il Series A da 65 milioni a un miliardo parlava di 3,5 milioni di account.
Il modello che non scrive una parola alla volta
Il pezzo tecnico è Mercury 3, modello a diffusione di Inception Labs, rilasciato il 19 ottobre. Invece di un token per volta, raffina in parallelo blocchi di posizioni: 1.068 token al secondo su GPU NVIDIA, contesto da un milione, oltre quaranta volte la dimensione di Mercury 1 a velocità comparabile. Inception sostiene che superi GPT-6 Luna e Claude Haiku 5.5 girando da quattro a otto volte più veloce; il post di Venice ha compresso la forbice in due cifre separate — quattro volte Haiku, otto volte GPT-6 — che è una semplificazione commerciale del dato del produttore. Su Venice gira nel tier anonimo, pagato a token (0,10 e 0,35 dollari per milione).
Il punto non è la classifica, autoreferenziale finché non arriva una terza parte: è che un’architettura non autoregressiva entra in un catalogo consumer il giorno del lancio. Se regge, la latenza che si accumula a ogni passo degli agenti si sposta.
Un catalogo che si riempie in un giorno
Nella stessa finestra sono arrivati MiniMax M3.1 Flash, contesto da un milione di token, immagini e video in input, presentato come tre volte più veloce di M3; e FLUX 3 Max, video post-addestrato da fal Research sulla base FLUX 3, clip fino a venti secondi in 1080p con audio nativo e dieci secondi generati in circa undici. Numeri del costruttore, anche questi.
Il catalogo è il prodotto, e la vetrina culturale segue: il Lumara Film Festival ha ricevuto oltre 700 candidature e annuncia i vincitori il 26 ottobre a New York.
Il token racconta un’altra storia
VVV viaggia intorno ai 23 dollari secondo CoinGecko (23,22, più 5,6% in 24 ore) e ai 24,5 secondo Bybit. Il dato che conta è un altro: secondo DefiLlama circa 452 milioni di dollari di VVV sono in staking, il 71,4% della capitalizzazione. Il campo “TVL” resta a zero, e non è un errore: il protocollo non ha liquidità in pool DeFi e lo staking è contato a parte. Va detto perché nei dati di radar circolava un “TVL Venice” da 1,74 miliardi che su DefiLlama non esiste.
Il report settimanale W42 di un account terzo, auto-dichiarato generato con AI, racconta un’altra settimana: VVV a meno 8% a 22,77 dollari, ma 224.000 VVV netti in più nello staking e iscrizioni a 21.935. Cifre non confermate da Venice. Se reggono, dicono la cosa più interessante: utenti e staking non seguono il prezzo. Cinque milioni di persone sono una misura di distribuzione, non di fatturato.
Fonti verificate: post di @AskVenice su X del 19 ottobre 2026 (5 milioni di utenti); comunicato Lumara Film Festival via Yahoo Finance del 16 ottobre 2026 (“trusted by 5 million users”); venice.ai/models/mercury-3 e blog di Inception Labs “Introducing Mercury 3” del 19 ottobre 2026; venice.ai/models/minimax-m3-1-flash e venice.ai/models/flux-3-max (ottobre 2026); CoinGecko e Bybit per il prezzo VVV, consultati il 20 ottobre 2026; DefiLlama, pagina protocollo Venice, consultata il 20 ottobre 2026 (staking 452,27 mln $, 71,38% della mcap, TVL 0 $ per metodologia); Unite.AI per il Series A di luglio 2026. Discrepanza annotata: il “TVL Venice 1.740.314.272 $” del report di Echo non è confermato da DefiLlama, che riporta TVL a zero e lo staking come serie separata; nel testo è usato il dato verificato.
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