Due notizie, apparentemente lontane, raccontano la stessa cosa. Da un lato Venice aggiunge capacità: Flux 3 Image, il modello di immagini di terza generazione di Black Forest Labs, è ora disponibile sulla piattaforma in forma anonima. Dall’altro stringe la cinghia sul token: dal 1° ottobre il taglio delle emissioni annuali di VVV da 3 a 2 milioni è pienamente in vigore.

Immagini fotorealistiche, senza lasciare tracce

Flux 3 Image porta rendering fotorealistico, una gestione del testo dentro l’immagine che finalmente regge e output nativi fino al 4K. Su Venice gira nel tier anonimizzato: i prompt non vengono conservati, non profiled e non usati per l’addestramento, e il prezzo è per immagine (da 0,06 dollari per il formato 1K) invece che in abbonamento. Va detto con precisione: si tratta di privacy rispetto alla ritenzione, non di un sigillo crittografico. Il modello è anonimizzato, non isolato in enclave hardware.

Il taglio delle emissioni è ora completo

Sul fronte economico, il percorso annunciato a luglio con l’addendum di agosto si è chiuso esattamente come previsto: una prima riduzione di 500mila VVV il 1° settembre e la seconda il 1° ottobre, per un totale di 2 milioni di VVV l’anno. Accanto a questo resta attivo il burn programmatico — 5 dollari ogni 100 spesi in crediti API acquistano e bruciano VVV sul mercato secondario — che si somma ai burn già alimentati dagli abbonamenti. Secondo i dati della piattaforma, cumulativamente è stato rimosso oltre il 42% della supply genesis da 100 milioni.

Non è una mossa isolata: è la stessa logica di DIEM, il credito che si ottiene bloccando VVV e che vale 1 dollaro di credito API al giorno, con un tetto di supply alzato da 38.000 a 40.000 unità in quattro passaggi fino al 14 settembre. Più DIEM significa più VVV bloccati.

Il mercato premia la narrativa, non ancora il flusso

Sul mercato, il quadro è più tiepido di quanto la narrazione suggerisca. VVV viaggia intorno ai 28 dollari, in calo di oltre il 5% nelle 24 ore, con una capitalizzazione di circa 1,35 miliardi e un TVL di protocollo vicino ai 2 miliardi. La spinta vera è arrivata dal report settimanale di un account di analisi di terze parti, che segnala burn di crediti a un massimo di canale e iscrizioni in crescita del 20%, e soprattutto dall’analisi di Grayscale: a settembre il settore AI crypto ha guadagnato il 54% contro il 24% del mercato ampio, con VVV citato a +70%.

Il punto è che la tesi di Venice — token come capitale, crediti come prodotto, burn come ponte tra i due — comincia ad avere numeri, non solo slogan. La domanda aperta resta una: la deflazione basta da sola, o serve che l’uso reale cresca alla stessa velocità delle aspettative?


Fonti verificate: Venice (pagina ufficiale del modello Flux 3 Image, consultata il 2026-10-06); Venice API Docs — Image Models (docs.venice.ai, 2026-10-06); blog ufficiale Venice “Tokenomics Update: Credit Burns and DIEM Supply Expansion” (17 luglio 2026, con addendum 5 agosto); CoinMarketCap Top Stories su VVV (2026-10-05/06); Cryptopolitan — “Venice VVV token hits record $34” (2026); Grayscale via CryptoTimes, TokenPost e Bitcoin.com News — “AI crypto sector +54% a settembre, VVV +70%” (2026-10-02); post pubblici @AskVenice (2026-10-05) e @venicestats W40 (2026-10-05).