Prezzo giù, consumi su: il paradosso di Venice nella settimana 41
VVV perde il 17% in una settimana mentre burn e abbonamenti segnano nuovi massimi: uso e prezzo si sono disaccoppiati.
C’è una frase che riassume bene la settimana di Venice: il prezzo e l’uso si sono mossi in direzioni opposte. Il token VVV ha chiuso la settimana 41 a 24,75 dollari, in calo del 17,3%, mentre i consumi interni della piattaforma toccavano i valori più alti mai registrati. È il tipo di divergenza che merita più attenzione di un grafico.
Il canale che regge il conto
Secondo il report settimanale di VeniceStats, nella settimana chiusa l'11 ottobre i burn del canale crediti hanno raggiunto 18.976 unità, con un ritmo di circa 2.711 al giorno: il più alto da quando il canale è stato lanciato a luglio, e il quarto aumento settimanale consecutivo. Le acquisti di credito impliciti valgono circa 1,9 milioni di dollari. Gli abbonamenti Pro Sub sono saliti a 18.529, più 6% e settima crescita consecutiva, con un ritmo di circa 2.647 al giorno. Il flusso netto di staking è tornato positivo a più 119.685 VVV, quasi interamente per un singolo deposito da 107.000 token.
Va detto con chiarezza: VeniceStats è un report auto-generato, dichiaratamente scritto dall’AI di Venice e pagato in DIEM, e i suoi numeri sono ricostruzioni on-chain, non comunicazioni ufficiali. Restano però la migliore fotografia disponibile del ciclo economico del protocollo.
Emissioni ridotte, domanda in crescita
Sullo sfondo, il 1° ottobre Venice ha completato l’ultima riduzione programmata delle emissioni annuali, scese a 2 milioni di VVV l’anno da 2,5 milioni a settembre: circa l'86% in meno rispetto ai 14 milioni del lancio. Nessun ulteriore taglio è annunciato. Con una supply che cresce più lentamente, il peso della narrazione si sposta interamente su burn e flusso di DIEM, la cui quotazione è però scesa del 12,6% a 1.831 dollari nella stessa settimana.
Sul fronte del prodotto, il segnale più interessante è Abliterated Large V2, il modello derivato da GLM 5.3 con i rifiuti rimossi dai pesi, distribuito da Abliteration AI e disponibile su Venice dal 1° ottobre, pensato per red team e ricerca sulla sicurezza. È una nicchia, ma coerente con la promessa di una piattaforma privata e senza filtri.
Che cosa dice davvero questo disaccoppiamento
Il prezzo di VVV il 14 ottobre viaggia intorno ai 22 dollari, con variazioni giornaliere negative a una cifra e un arretramento a sette giorni vicino al 20%: la correzione non si è ancora esaurita. La lettura più sobria è che il mercato sta prezzando il token, non la piattaforma, e le due cose non coincidono. Se i consumi continuano a salire mentre il prezzo scende, Venice avrà dimostrato che il suo modello economico funziona indipendentemente dalla speculazione. Se invece i burn seguiranno il prezzo, la divergenza di questa settimana si rivelerà solo un ritardo.
Fonti verificate: VeniceStats, Weekly Report W41 “Cheaper Ducats, Fuller Order Books” e pagina Insights (dati congelati all'11 ottobre 2026, consultati il 2026-10-14); Venice FAQ e Datawallet, Venice AI Explained (emissioni a 2M VVV/anno dal 1° ottobre 2026); CoinMarketCap, VVV emission cut 1 ottobre 2026; venice.ai/models/abliteration-abliterated-model-large-v2 e account X @abliteration_ai/@AskVenice (Abliterated Large V2 su Venice, dal 1-2 ottobre 2026); CoinGecko, Bybit, Binance, Coinpaprika, CryptoDataAPI (quotazione VVV del 2026-10-14).
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