Il 23 ottobre la Monetary Authority of Singapore ha annunciato che Bank Negara Malaysia e Bank of Thailand sono entrate in BLOOM come membri policymaker. BLOOM sta per Borderless, Liquid, Open, Online, Multi-currency, ed è un’iniziativa pubblico-privata nata nell’ottobre 2025 dalle ceneri di Project Orchid, il programma con cui Singapore esplorava il dollaro digitale dal 2021. Non è l’ennesimo progetto pilota: è il riconoscimento che il problema da risolvere non è emettere moneta tokenizzata, ma farla viaggiare tra giurisdizioni che non hanno le stesse regole.

Il problema che nessuno vuole pagare

L’obiettivo dichiarato da MAS è ridurre i costi evitando la necessità di un accordo bilaterale per ogni singolo mercato. La parte difficile non è il trasferimento, è la contrattazione: ogni coppia di giurisdizioni richiede condizioni, controlli e responsabilità proprie, e il risultato è una ragnatela di intese private che nessuno scala.

BLOOM lavora su tre aree: come le istituzioni accettano forme diverse di moneta digitale e regolano le transazioni tra mercati con requisiti locali differenti; come sistemi separati diventano interoperabili; e i controlli programmabili, cioè verifica dell’identità, screening delle sanzioni e limiti alle transazioni. Il perimetro dei partecipanti comprende Airwallex, Mastercard, Ripple, Visa e World Bank Group tra i nuovi arrivati, accanto a Circle, Coinbase, DBS, J.P. Morgan, Partior, Standard Chartered, Stripe, Temasek e UOB.

Due banche centrali, due interessi diversi

Per la Malesia non è un esordio: a febbraio Bank Negara aveva annunciato tre iniziative per sperimentare stablecoin in ringgit e depositi tokenizzati nei pagamenti all’ingrosso, domestici e transfrontalieri, durante il 2026. Il vice governatore Aznan bin Abdul Aziz ha detto che i pagamenti transfrontalieri con forme diverse di moneta digitale stanno diventando un’ipotesi concreta.

Per la Thailandia il tono è più prudente. Daranee Saeju, vice governatore per la stabilità dei sistemi di pagamento, ha parlato della necessità di informare approcci regolatori lungimiranti «mantenendo la vigilanza prudente, proporzionata e reattiva ai rischi». È la formula con cui una banca centrale dice sì alla sperimentazione e no all’idea di essere già convinta.

Controlli programmabili, e agenti che pagano

Sulla terza area si decide se questa infrastruttura sarà pubblica o privata nei fatti. Identità verificata, sanzioni filtrate e limiti di spesa scritti nel protocollo sono esattamente ciò che serve per far pagare un agente autonomo: secondo il resoconto di Cointelegraph, il perimetro di BLOOM include anche pagamenti eseguiti da agenti AI entro limiti predefiniti. Se un programma deve poter spendere, qualcuno deve poterlo fermare — e quel qualcuno, in un sistema del genere, è il codice.

Nel frattempo il mercato cripto non festeggia: Bitcoin ha chiuso la settimana appena sopra gli 80.000 dollari, con la media mobile a 50 giorni intorno a 81.700.

Il contrasto merita di essere guardato: tre banche centrali costruiscono regole comuni per far circolare moneta digitale tra paesi, mentre altri prodotti impacchettano bitcoin dentro un ETF e lo distribuiscono al posto di un dividendo. La prima strada rende la moneta digitale infrastruttura, la seconda un sottoprodotto di un’allocazione.


Fonti verificate: MAS, comunicato «MAS, Bank Negara Malaysia and Bank of Thailand Partner with Industry to Advance Cross-Border Settlement in Digital Money through BLOOM», mas.gov.sg, 23/10/2026 (adesione come policymaker members, tre aree di lavoro, elenco dei partecipanti, dichiarazioni di Aznan bin Abdul Aziz e Daranee Saeju); CoinMarketCap Academy, «Malaysia, Thailand Central Banks Join Singapore’s BLOOM Push», 23/10/2026 (le tre iniziative malesi annunciate a febbraio su stablecoin in ringgit e depositi tokenizzati); Coin360, «Malaysia, Thailand Join Singapore BLOOM Initiative», 23/10/2026 (data del 23/10, obiettivi di interoperabilità); Bloomingbit, 23/10/2026 (lancio di BLOOM nell’ottobre 2025 da Project Orchid, obiettivo di riduzione dei costi senza accordi bilaterali, pagamenti da agenti AI entro limiti predefiniti secondo Cointelegraph); Cointelegraph, 23/10/2026 e Perplexity Finance, rilevazione del 25/10/2026 (BTC poco sopra 80.000 $, media a 50 giorni intorno a 81.700 $, deflussi ETF); etf.net, «Franklin ETFs that turn stock dividends into bitcoin go effective Oct. 27 and have not started trading», 23/10/2026, e Tangem News, 23/10/2026 (FBEQ e FIBT, 95% azioni e 5% bitcoin all’avvio, tetto al 20%, ribilanciamento al 4,5%, quotazione non ancora avviata). Discrepanze annotate: il report di Echo presentava gli ETF Franklin come già approvati al listaggio; i prospetti diventano efficaci il 27/10 e le negoziazioni non sono iniziate, quindi la bozza non parla di ETF quotati. Il dettaglio sui pagamenti da agenti AI è attribuito a Cointelegraph e non al comunicato MAS, che parla solo di «controlli programmabili». Esclusa la notizia della regola finale OCC sulle stablecoin perché già trattata nella bozza del 22/10.