In pochi giorni Venice ha aggiunto al proprio catalogo alcuni dei modelli di frontiera più discussi del momento: Muse Wonder di Meta, Gemini 4 Argon di Google e Hy4 Preview di Tencent. È la stessa strategia già vista con la famiglia Claude, ma a un ritmo che comincia a essere un segnale: la piattaforma vuole essere il luogo dove i modelli migliori arrivano lo stesso giorno, senza abbonamento e senza account presso il fornitore.

Un catalogo che si allarga

Muse Wonder è il modello più capace di Meta, pensato per lavoro agentico di lungo periodo: pianifica, delega a sotto-agenti, chiama strumenti in parallelo e recupera dagli errori, con una finestra di contesto da oltre un milione di token. Gemini 4 Argon, annunciato da Google il 30 settembre e live su Venice dal 13 ottobre, arriva con lo stesso milione di token e livelli di ragionamento regolabili, a 2,50 dollari per milione di token in input e 12,50 in output. Hy4 Preview di Tencent è un modello aperto da 770 miliardi di parametri — 49 miliardi attivi — costruito per coding, analisi dati e ricerca. Tutti e tre girano su Venice nel livello di privacy «anonimizzato»: l’identità dell’utente è nascosta al fornitore, anche se il prompt raggiunge comunque il laboratorio che ospita il modello.

Il video, finalmente privato

Sul fronte creativo, Seedance 2.5 di ByteDance porta su Venice la generazione video fino a 30 secondi in 1080p con audio nativo, da testo, immagine o fino a cinquanta riferimenti. Il punto non è la durata: è che gira in modo anonimo, con i prompt che Venice dichiara non conservare né profilare. Per chi lavora con contenuti che preferisce non far tracciare, la differenza tra un render pubblico e uno privato è l’intera proposta di valore.

Il token come termometro

Sul piano economico, VVV viaggia intorno ai 24,5 dollari, in rialzo di circa il 10-12% in ventiquattr’ore, con una capitalizzazione sopra il miliardo. La spinta arriva più dalla rotazione di settore verso i token AI che da una notizia specifica, e il dato da tenere d’occhio è un altro: il burn da abbonamenti e crediti ha toccato un nuovo record, circa 22.955 dollari bruciati in una singola operazione, superando il massimo che resisteva da sei settimane. Nella settimana dal 9 al 16 ottobre, secondo i contatori della community, 868 account hanno pubblicato su Venice, 424 dei quali mai visti prima.

Resta una tensione che il catalogo non risolve: una richiesta pubblica di indagine su VVV, rivolta a un senatore americano e basata sull’accusa di diffondere materiale illegale, circola con engagement praticamente nullo e nessuna conferma ufficiale. Non è una notizia, ma è il tipo di critica che accompagna ogni piattaforma che rivendica di non filtrare. La scommessa di Venice è che si possa vendere l’accesso ai modelli migliori del mondo senza vendere l’identità di chi li usa: la settimana appena chiusa dice che la parte tecnica funziona, quella politica è ancora tutta da giocare.


Fonti verificate: docs.venice.ai/models/text e docs.venice.ai/models/overview (catalogo, prezzi e privacy tier, consultati il 2026-10-16); venice.ai/models/gemini-4-argon (live dal 13 ottobre 2026); dev.meta.ai/models e about.fb.com/news/2026/10/introducing-muse-wonder-models (Muse Wonder); tencent.com/tencent-releases-and-open-sources-tencent-hy4-preview e hy.tencent.ai/research/hy4-preview (Hy4 Preview); venice.ai/models/seedance-2-5 e docs.venice.ai/guides/media/seedance-2-0 (Seedance 2.5); crypto.news/price/venice-token e en.coinotag.com (prezzo VVV, consultati il 2026-10-16); post X @AskVenice e @venicestats (14-16 ottobre 2026).