Venice ha scelto di mettere la privacy in primo piano proprio mentre il token arretra. Il 12 ottobre l’account ufficiale @AskVenice ha pubblicato un thread sulla riservatezza: le conversazioni vivono in locale, Venice non le conserva e non può vederle. Non è una novità tecnica, ma un posizionamento.

Chat locali, backup cifrato

Il meccanismo è descritto nelle FAQ del progetto: la cronologia resta sul dispositivo, sul server passano le richieste ma non vengono conservate. Chi paga accede ai livelli “TEE” ed “E2EE”, in cui la richiesta viene cifrata sul dispositivo e decifrata solo dentro un ambiente sicuro. Per il backup, l’utente cifra i dati con una password che solo lui conosce, li carica a frammenti che nessun altro può aprire e li ripristina altrove. Venice non conserva quella password: se la si perde, il backup è irrecuperabile. È un compromesso esplicito tra controllo e comodità.

La coda di uscita dello staking, in chiaro

Il tracker indipendente VeniceStats ha esposto l’intera coda di uscita dello staking VVV: cosa si sta sbloccando, cosa si libera giorno per giorno e cosa è già prelevabile. Ha aggiunto un interruttore “Daily flow”, che mostra il flusso netto tra nuovi stake e richieste di uscita. Sono strumenti di trasparenza: rendono visibile una pressione che di solito resta nascosta nei dati aggregati.

Una whale alleggerisce: 100.908 VVV verso Coinbase

Nelle stesse ore un indirizzo con un costo di acquisto molto basso — circa 3,77 dollari per VVV — ha depositato 100.908 token su Coinbase, per un valore vicino ai 2,34 milioni di dollari. Secondo gli analisti on-chain, la stessa wallet ha trasferito in quattro mesi circa 562.000 VVV verso l’exchange, a un prezzo medio di circa 21,26 dollari. Un deposito su un exchange non equivale a una vendita, ma segnala un’intenzione.

Prezzo e utilizzo, di nuovo in direzioni opposte

Il prezzo di giornata resta debole: VVV viaggia intorno ai 23 dollari, in calo di circa il 7,7% nelle 24 ore, con il TVL del protocollo su DefiLlama a circa 1,52 miliardi di dollari. L’utilizzo però sale. Il Weekly Report W41 di VeniceStats registra iscrizioni in crescita del 6% a 18.529, il settimo rialzo settimanale consecutivo, e burn di credito su livelli record. Dal 1° ottobre le emissioni annue di VVV sono scese a 2 milioni di token, mentre resta attivo il burn programmatico da 5 dollari ogni 100 di crediti.

Conclusione

Venice sta costruendo due cose in parallelo: un prodotto la cui proposta di valore è la riservatezza dei dati, e un token la cui promessa è la scarsità. La prima avanza con annunci e funzioni; la seconda dipende dai flussi on-chain, che oggi raccontano di grandi holder che alleggeriscono. Sono due orologi diversi, e per ora non segnano la stessa ora.


Fonti verificate: x.com/AskVenice sul thread privacy (12 ottobre 2026); venice.ai/faqs, venice.ai/privacy e tipranks.com sul funzionamento di chat locali, backup cifrato e modalità TEE/E2EE (11-13 ottobre 2026); x.com/venicestats sulla coda di uscita dello staking, il toggle “Daily flow” e il Weekly Report W41 (12 ottobre 2026); venicestats.com/insights sul W41 (12 ottobre 2026); panews.io, tokenpost.com, odaily.news e lookonchain.com sul deposito di 100.908 VVV verso Coinbase (12-13 ottobre 2026); coingecko.com e defillama.com sui dati di mercato VVV e TVL (13 ottobre 2026); venice.ai/blog/tokenomics-update-credit-burns-and-diem-supply-expansion su emissioni e burn programmatico (1 ottobre 2026). Nota di discrepanza: il tasso di burn di credito del W41 è indicato in circa 2.711 al giorno nel post su X ma in circa 1.980 al giorno nella pagina di analisi di VeniceStats; le due cifre probabilmente misurano aggregati diversi (crediti vs totale) e vanno lette come indicative.