Venice sta spostando il proprio baricentro. Per anni l’argomento di vendita è stato uno solo — privacy, nessun log, nessuna censura — e ha funzionato. Ora l’azienda aggiunge un secondo asse: non più soltanto una chat a cui chiedere cose, ma un agente che le fa. È un cambio di postura, perché un agente che usa strumenti tocca sistemi esterni, e lì la promessa di riservatezza deve fare i conti con le azioni compiute.

Agentic Chat diventa la porta d’ingresso

Secondo il changelog ufficiale, Agentic Chat — internamente Chat V2 — è ormai l’esperienza predefinita di Venice: una modalità multi-passo in cui ricerca, ragionamento, generazione e modifica di immagini e video avvengono dentro la stessa conversazione, senza saltare tra chat separate. La comunicazione social dell’azienda insiste sul solito tema — “le domande che contano di più sono quelle che non puoi rischiare di far registrare” — ma la sostanza è che Venice smette di vendere risposte e comincia a vendere flussi di lavoro. È la direzione di tutto il settore, e anche la più difficile da riconciliare con la privacy: delegare un compito significa fidarsi non solo del modello, ma degli strumenti che tocca.

Frontiera a prezzi da commodity

Sul catalogo, il segnale più concreto è Claude Haiku 5.5, il modello veloce ed economico di Anthropic, ora su Venice con finestra di contesto da un milione di token. Il listino della piattaforma lo quota 0,13 dollari per milione di token in input e 0,63 in output, con privacy anonimizzata: cifre che rendono sostenibile l’uso ad alto volume tipico degli agenti. (Il report interno citava 0,125 dollari in input: il dato verificato è 0,13.) Offrire i modelli di frontiera di terzi a questi prezzi è il modo più pragmatico di allargare la base senza addestrare nulla in casa.

Il token si restringe

Sul fronte tokenomics, la direzione è dichiarata: da ottobre 2026 le emissioni annuali di VVV scendono da 2,5 a 2 milioni di token, dopo il taglio già avvenuto a settembre. Osservatori vicini al progetto, come JonShapeShift, la leggono come “la marcia verso un VVV deflazionario”: più burn, meno nuova offerta. Sul mercato il token viaggia attorno ai 22,7 dollari, con una capitalizzazione intorno agli 1,1 miliardi. Una nota di cautela: il TVL del protocollo indicato nel report (circa 1,55 miliardi) non trova conferma su DefiLlama, che oggi mostra zero.

Conclusione

Venice prova a fare due cose insieme: restare il rifugio di chi non vuole essere tracciato e diventare una piattaforma di agenti competitiva. I modelli a basso costo e l’agentic chat spingono nella seconda direzione; il token deflazionario serve a finanziare la prima. La tensione tra le due è il vero terreno su cui si deciderà cosa sarà Venice nei prossimi anni.


Fonti verificate: featurebase.venice.ai/changelog e venice.ai/models (9-10 ottobre 2026); docs.venice.ai/overview/pricing e docs.venice.ai/models/text su Claude Haiku 5.5 (10 ottobre 2026); X @AskVenice (9 ottobre 2026); coinmarketcap.com e defillama.com/protocol/venice su VVV (10 ottobre 2026); coinmarketcap.com/cmc-ai sui tagli alle emissioni VVV (1 settembre e 1 ottobre 2026); X @venicestats e @JonShapeShift (7-9 ottobre 2026).