Ridurre l’offerta di un token è facile da annunciare e difficile da sostenere. Serve che i ricavi crescano mentre i nuovi gettoni diminuiscono, altrimenti la scarsità diventa solo una promessa scritta in un grafico. Il 1° ottobre Venice ha compiuto il passo previsto: le emissioni annuali di VVV sono scese da 2,5 a 2 milioni di token, come da calendario annunciato il 5 agosto.

Il taglio, in due tempi

Il piano prevedeva due riduzioni da 500.000 token: la prima il 1° settembre, la seconda il 1° ottobre. Con il secondo taglio, le emissioni annuali si fermano a 2 milioni. Il dato più interessante è la traiettoria: dal lancio del token, a gennaio 2025, le emissioni sono calate di circa l'86%. Non è un aggiustamento estemporaneo, ma l’ultimo gradino di una discesa lunga e dichiarata in anticipo. I nuovi token emessi vanno direttamente agli staker, senza quote riservate al team.

Bruciare per contare

La riduzione dell’offerta è solo metà della storia. L’altra metà è il burn: da luglio, 5 dollari di ogni 100 spesi in crediti API vengono usati per comprare VVV sul mercato e bruciarlo. È la prima volta che il meccanismo non dipende dagli abbonamenti Pro, Pro+ e Max ma dagli acquisti di credito, cioè dall’uso concreto della piattaforma. Il disegno è coerente: se più persone usano l’API, più VVV esce dalla circolazione. La deflazione, insomma, non è decretata ma legata all’attività reale. Ed è anche il suo limite, perché dipende dalla crescita.

DIEM: più spazio, stesso significato

Nel frattempo il tetto di offerta di DIEM è salito per la prima volta dal lancio, da 38.000 a 40.000, in quattro passi da 500 conclusi il 14 settembre. DIEM non cambia funzione: un DIEM in staking continua a valere 1 dollaro di credito API al giorno, rinnovato ogni giorno. Si crea solo da VVV, mettendolo in staking e poi bloccandolo. Alzare il tetto non tocca il valore di chi lo detiene già: apre soltanto spazio per coniarne altro, e quindi per più capacità di inferenza.

Venice sta costruendo qualcosa di più ambizioso di un token: un modo per legare il prezzo dell’accesso all’AI all’uso effettivo dell’AI. Che funzioni dipenderà da una condizione poco spettacolare, i ricavi. La scarsità programmata è una promessa; la domanda è chi la paga.


Fonti verificate: blog ufficiale Venice.ai, “Tokenomics Update: Credit Burns and a Higher DIEM Supply Target” (17 luglio 2026, aggiornamento 5 agosto 2026); CoinMarketCap Top Stories (2026-10-01); Pluang, sintesi sul taglio delle emissioni (2026-10-02); post di @JonShapeShift su X (2026-10-01); Crypto Briefing / Ground News (2026-10-01). Tutte consultate il 2026-10-02.