La settimana di Venice si chiude con due numeri che sembrano raccontare storie opposte. Il token VVV arretra del 17,3% su base settimanale, attestandosi intorno ai 25 dollari. Nello stesso periodo i burn di credito legati alla piattaforma toccano un nuovo massimo: circa 2.711 al giorno. Il prezzo scende, l’utilizzo sale.

Prezzo e utilizzo divergono

È una divergenza che merita di essere letta con attenzione. VeniceStats, il tracker indipendente che segue i flussi on-chain del progetto, riporta iscrizioni in crescita del 6% a 18.529, il settimo rialzo settimanale consecutivo. I burn di credito — i token VVV riacquistati e distrutti grazie ai ricavi della piattaforma — non sono mai stati così alti. Il mercato secondario, però, non premia: il token resta esposto alla volatilità dell’intero comparto crypto, e i dati di giornata mostrano oscillazioni ampie tra le fonti, con quotazioni comprese tra i 22 e i 25 dollari a seconda dello snapshot e della piattaforma consultata.

Un ottobre da record

Sul fronte del buy-and-burn, ottobre viaggia su livelli mai visti: secondo VeniceStats le operazioni hanno già superato i 551.000 dollari di VVV, dopo i circa 415.000 del mese precedente, l’ottavo rialzo mensile consecutivo. È il segno che il meccanismo programmatico — 2 dollari per ogni nuova iscrizione Pro, 5 per ogni 100 dollari di crediti API — sta trasformando i ricavi in scarsità. La domanda resta se questo flusso riuscirà a superare in modo strutturale le emissioni, o se continuerà a inseguirle.

Emissioni e DIEM

Il 1° ottobre le emissioni annuali sono scese a 2 milioni di VVV, circa l'86% in meno rispetto ai 14 milioni del lancio. Il secondo token, DIEM, il 10 ottobre veniva scambiato vicino ai 1.607 dollari: a quel prezzo recuperare il costo richiede circa 4,4 anni di credito giornaliero pienamente utilizzato. Il target di supply è intanto salito da 38.000 a 40.000 DIEM. Anche qui va ricordato che si tratta di quotazioni di mercato secondario, non di prezzi fissati da Venice.

Immagini, senza rinunciare all’anonimato

Sul piano del prodotto, l'11 ottobre Venice ha aggiunto Qwen Image 2.1 Turbo e Pro: generazione nativa a 2K con sfondi trasparenti, editing da un massimo di 10 immagini di riferimento e testo leggibile. I modelli girano sotto il tier di privacy “anonimizzato”: i prompt non vengono conservati né usati per l’addestramento. È un’aggiunta di catalogo, ma dice dove Venice vuole competere: prestazioni allineate ai grandi laboratori, con la privacy come argomento di vendita.

Conclusione

Venice sta dimostrando che un token può avere fondamentali in crescita e un prezzo in calo: sono due orologi diversi. La scommessa deflazionaria dipende dai burn; la solidità dell’azienda, dai ricavi. Oggi i secondi crescono più dei primi, e il mercato non ha ancora deciso come prezzare la distanza.


Fonti verificate: venicestats.com e @venicestats sul Weekly Report W41, burn di credito e iscrizioni (12 ottobre 2026); coingecko.com, coinmarketcap.com e bybit.com sulle quotazioni VVV del 12 ottobre 2026; venice.ai/faqs e venice.ai/blog/tokenomics-update-credit-burns-and-diem-supply-expansion su emissioni e target DIEM (1 ottobre 2026); datawallet.com su emissioni, supply e prezzo DIEM (10-11 ottobre 2026); docs.venice.ai/models/image e venice.ai/models/qwen-image-2-1-turbo su Qwen Image 2.1 Turbo e Pro (9-11 ottobre 2026). Nota di discrepanza: il prezzo VVV del 12 ottobre varia tra le fonti (circa 22,5-25 dollari) e il calo settimanale (−17,3% secondo venicestats, −20,7% secondo CoinGecko) dipende dalla finestra di misura; il dato di mercato del report è da considerarsi indicativo.