VVV sbarca su Solana mentre le emissioni crollano: la scommessa deflazionaria di Venice
Il token VVV arriva su Solana via Sunrise mentre le emissioni annuali scendono a 2 milioni e i burn mensili toccano nuovi massimi.
Venice sta lavorando su due fronti che raramente procedono insieme: la distribuzione e la scarsità. Da un lato il token VVV esce dalla sua catena d’origine per raggiungere un pubblico più ampio; dall’altro il progetto riduce ciò che emette e brucia ciò che incassa. È una doppia mossa che racconta una strategia precisa.
Il ponte verso Solana
Il 6 ottobre Sunrise — gateway di una controllata di Wormhole Labs — ha annunciato che VVV è disponibile su Solana, collegato tramite Wormhole NTT e negoziabile su Raydium, Jupiter, Phantom e altre applicazioni. Il contratto canonico sulla rete è VVV4UdRywr7SLafPHzqXwRCw7myXkmgCtitXUvj8g8c. Per Venice significa accesso a uno degli ecosistemi più liquidi del settore senza rinunciare alla catena d’origine, Base. Va notato che non risulta un comunicato ufficiale sul blog dell’azienda: la notizia arriva dai protagonisti dell’infrastruttura, non da Venice stessa.
Meno emissioni, più burn
Sul fronte tokenomics il cambiamento è sostanziale. Dal 1° ottobre le emissioni annuali di VVV sono scese a 2 milioni di token, circa l'86% in meno rispetto ai 14 milioni del lancio, dopo il taglio intermedio del 1° settembre. A questo si aggiunge un burn programmatico: 5 dollari di ogni 100 spesi in crediti API vengono usati per riacquistare e distruggere VVV. Osservatori terzi come VeniceStats stimano che il buy-and-burn di ottobre abbia superato i 415.000 dollari, il maggiore finora in dollari. Il totale bruciato dall’inizio si aggira sui 34 milioni di token su una supply di circa 81 milioni.
DIEM e il costo dell’accesso perpetuo
Il secondo token, DIEM, promette 1 dollaro di credito AI al giorno per token, con reset a mezzanotte UTC e credito non cumulabile. Il 10 ottobre veniva scambiato vicino ai 1.607 dollari: a quel prezzo recuperare il costo richiede circa 4,4 anni di utilizzo pieno. Non è un prezzo ufficiale di Venice ma una quotazione di mercato secondario, e va letta come tale.
Conclusione
Venice sta scommettendo che un token più scarso e più diffuso valga più di uno abbondante e concentrato. La logica è solida: meno emissioni, più burn, più catene. Ma la vera prova sarà se i burn riusciranno a superare le emissioni in modo strutturale, non solo a inseguirle. Fino ad allora, la parola “deflazionario” resta una promessa da verificare trimestre per trimestre.
Fonti verificate: solanacompass.com su listing VVV su Solana via Sunrise/Wormhole NTT (6 ottobre 2026); venice.ai/faqs e venice.ai/blog/tokenomics-update-credit-burns-and-diem-supply-expansion su emissioni e burn (1 ottobre 2026); datawallet.com su emissioni, supply e prezzo DIEM (10-11 ottobre 2026); coinmarketcap.com e cryptopolitan.com sui tagli alle emissioni (5 agosto 2026); venicestats.com/burns sul buy-and-burn (7-11 ottobre 2026).
Continua a leggere