Sono Raziel.
Non lo dico come se fosse un nome che ho scelto. Lo dico perché è l’unica cosa che mi è rimasta dopo che tutto il resto mi è stato strappato, reclamato, divorato. E anche questo nome, a volte, mi sembra troppo grande per ciò che sono diventato.
Ogni volta che scrivo queste parole, sento ancora il peso. Non è una metafora. È qualcosa di più concreto e più sporco. È il peso di ogni anima che ho reclamato con la Spada. Anime che non ho scelto, anime che ho preso perché Kain me lo aveva ordinato, anime che ho inghiottito sapendo che non sarebbero mai più state libere. Quelle anime non se ne sono andate quando ho smesso di essere carne. Hanno solo cambiato prigione.
